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	<title>XaccaWeb Notizie &#187; mariagraziacatania</title>
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		<title>Via Verona: l&#039;ennesimo incidente</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 05:00:33 +0000</pubDate>
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<p>Un ragazzo a bordo di un ciclomotore, percorrendo la <strong>Via Verona</strong> a Sciacca, è scivolato a causa d'un piccolo torrente d'acqua inaspettato, intorno alle <strong>16.00</strong> di ieri. Fortunatamente si è subito rialzato, quasi illeso. Un gruppo di persone lo stavano interrogando sulla sua salute, quando un altro ciclomotore, un nuovo modello di vespa di colore rosso, con a bordo una giovane ragazza, è scivolato nello stesso punto. Stavolta la situazione è apparsa subito più grave: la ragazza è rimasta immobile al centro della carreggiata e incosciente. I soccorsi sono intervenuti nel limite della tempestività e hanno condotto la ragazza al nosocomio saccense. Si spera che la ragazza non si sia fatta nulla di grave e che sia solo l'effetto del trauma momentaneo a non averle fatto avere reazione. Ma resta da spiegare come mai ci fosse quel fiumiciattolo d'acqua lungo la strada.</p>
<p>Solo pochi giorni fa, un analogo episodio si era verificato all'incrocio tra Via Dante Alighieri e Via Amendola. Incidenti che evidenziano la pericolosità delle perdite idriche in città.</p>
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		<title>Al Castello Incantato &quot;La Chiave dell&#039;Incanto&quot;</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 13:04:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[mariagraziacatania]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal 4 al 7 agosto 2009 il castello incantato ritorna a vivere con una drammaturgia scritta da Angelo Leonardo Pumilia e portata in scena dall&#8217;associazione music 3 in collaborazione con la TeatrOltre con la regia di Salvatore Monte e Antonio Di Marca. Si tratta di uno spettacolo sulla vita di Filippo Bentivegna, artista &#8211; scultore [&#8230;]]]></description>
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Dal <strong>4 al 7 agosto 2009</strong> il castello incantato ritorna a vivere con una drammaturgia scritta da <strong>Angelo Leonardo Pumilia</strong> e portata in scena dall'associazione <strong>music 3</strong> in collaborazione con la <strong>TeatrOltre</strong> con la regia di <strong>Salvatore Monte e Antonio Di Marca</strong>.</p>
<p>Si tratta di uno spettacolo sulla vita di <strong>Filippo Bentivegna</strong>, artista - scultore saccense, a cui si devono le fantastiche creazioni del Castello Incantato.<br />
Filippo Bentivegna era un marinaio, poi contadino per necessità, con la passione della scultura. Ha invaso il suo podere di teste scolpite negli alberi e sulle pietre, le sue sculture hanno sempre una sola forma, unica: le teste. E' per questo che viene soprannominato "<strong>Filippu Testi"</strong>.<br />
Bentivegna era un tipo di poche parole e molto diffidente, parlava di religione e di politica e amava farsi chiamare Eccellenza; quando pensava che qualche ospite iniziasse a lodare lui e le sue opere, Bentivegna lo portava a visitare delle opere che teneva in casa e che lui denominava "l'archivio segreto".<br />
Adesso il suo podere è diventato un'eredità importantissima per l'attrazione turistica a Sciacca, un luogo misterioso dove danzano le teste posizionate in una magnifica scenografia.<br />
Lo spettacolo rievoca la figura di questo artista eccentrico della nostra terra, un modo per far conoscere o per tramandare il ricordo di una personalità di spicco della creazione artistica saccense apprezzata non solo in Italia (le opere di Bentivegna sono conservate anche nel museo di Art Brut di Losanna).<br />
Le musiche di <strong>Nicola Piovani</strong>, premio Oscar per la Vita è bella, conferiscono una dolce atmosfera melodica, con commistioni dal basso e fiati sublimi.<br />
Le coreografie vitali di <strong>Angela Friscia</strong> garantiscono un elegante trait díunion con le note musicali e la storia drammatizzata.<br />
La regia rende suggestiva ogni battuta, ogni angolo della location, ogni canto di cicala. Rivive nella loro messa in scena, la figura di un Bentivegna (splendidamente interpretato da Santo D'Aleo) ricco di contraddizioni, ma con una coerenza poetica frutto del suo inequivocabile genio: burbero, scontroso, ironico, a tratti perfino tenero; uno spettacolo da pelle díoca.<br />
Il cast: Santo D'Aleo, Franco Bruno, Maria Grazia Catania, Carmelo La Greca, Tiziana Marino, Samanta Misuraca, Silvia De Filippi, Cleide Grandinetti, Accursio Guirreri, Gaspare La Barbera e Daniele Montalbano.</p>
<p>Ogni sera si terranno spettacoli ore 21.00, 22.00, 23.00 e il biglietto è di 5 euro.<br />
Prevendita presso d'aleo arredi in via incisa a Sciacca.</p>
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		<title>La Gran Bretagna scritta…a “Matita” &#8211; ottava puntata</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 13:05:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[mariagraziacatania]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari lettori di Bloggalo!, dopo qualche settimana di assenza, torno a parlarvi del Regno Unito. In realtà, ho fatto rientro in Italia, a Sciacca. Ma il ricordo degli ultimi 9 mesi è così forte che, a mio modo di vedere, è giusto che ve ne parli ancora. Un po’ per tatuarmi tutto nella mente, un [&#8230;]]]></description>
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<p>Cari lettori di Bloggalo!,<br />
dopo qualche settimana di assenza, torno a parlarvi del <strong>Regno Unito</strong>. In realtà, ho fatto rientro in Italia, a Sciacca. Ma il ricordo degli ultimi 9 mesi è così forte che, a mio modo di vedere, è giusto che ve ne parli ancora. Un po’ per tatuarmi tutto nella mente, un po’ per voi…se  mai vi dovesse capitare di andare in Inghilterra!</p>
<p>In queste settimane ho parlato di concerti, cultura, shopping, mezzi di trasporto, università ed altro ancora; adesso è arrivato il momento di parlare della gente, e quindi degli <strong>INGLESI</strong>.<br />
Gli inglesi sono sempre dipinti come gente fredda, determinata e priva di sentimenti. L’idea che io mi sono fatta di loro, non è molto lontana da questo luogo comune. In generale è gente diffidente, ma con la maggior parte di essi, io mi sono trovata molto bene. Ho lavorato in un laboratorio universitario con 2 inglesi e mi hanno messa sempre a mio agio e mi hanno dato tanta fiducia, e non posso che ritenermi più che fortunata ad essere stata trattata così bene. Altri però non sono così socievoli: di solito salutano una volta su tre e sono poco interessati a tutto quello che non gira intorno a loro.<br />
Dal punto di vista delle responsabilità, in UK si diventa grandi precocemente. Ragazzi e ragazze se trovano un buon lavoro, e lì non è difficile trovarlo, si sposano molto giovani (la convivenza prima del matrimonio non è molto diffusa) e altrettanto giovani diventano mamme e papà. Chi non si sposa per volontà, lo fa per obbligo, in quanto non c’è la cultura dell’aborto, né troppa educazione sessuale.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://img504.imageshack.us/img504/2349/manch60.jpg"><img class="aligncenter" src="http://img504.imageshack.us/img504/2349/manch60.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Gli inglesi si contraddistinguono anche per la capacità di poter bere <strong>birra</strong> a qualsiasi ora. Nessuno si sottrae all’usanza: donne, anziani, ragazzi e gente anche d’una certa caratura, anche se va precisato che al di sotto dei 21 anni in UK non si può comprare alcolici, e i commessi sono obbligati a chiedere la carta d’identità e a me la chiedevano quasi sempre. Uno degli ultimi giorni in Inghilterra, sono stata invitata dal coordinatore Erasmus dell’università inglese a bere qualcosa alle 14:00! Fortunatamente io avevo mangiato qualcosa prima, perché non so come sarebbe finita, dal momento che mi hanno pagato ben 2 pinte di birre! Bisogna sottolineare che i prezzi sono molto bassi per gli alcolici e anche se vendono la birra in bottiglia, il modo di somministrarle più comune è in <strong>pinte</strong>: bicchieri dalla capienza di circa mezzo litro di birra!</p>
<p>Un’altra volta sono stata invitata ad un evento chiamato “<strong>Pub Crowl</strong>”. Questo consisteva in una serata totalmente dedicata al giro dei pubs di una via o di una zona. Si inizia intorno alle 19 e di ora in ora ci si sposta. Chiaramente ad ogni locale è doveroso bere! Insomma all’ultimo pub la gente era completamente andata! Ho visto professori universitari gongolare e utilizzare la bottiglia di birra come cannocchiale! Quando non si va in giro, si può bere a casa, comprando gli alcolici nei supermercati, che ne sono riforniti a dovere(il reparto alcolici di solito è un terzo dell’intero supermercato)! Di solito si acquistano le birre in lattine grandi, sfruttando le varie offerte. Ma gli inglesi si sono inventati anche le birre in bottiglia di plastica! In un locale le ho beccate e a prima vista sembravano normali bottiglie in vetro…ma queste cadendo non si rompevano! Infine all’uso della birra è accompagnato l’uso del sidro, bevanda alcolica con estratto di mela, ma si trova anche con il succo di pera.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://img31.imageshack.us/img31/3853/dscn2402.jpg"><img class="aligncenter" src="http://img31.imageshack.us/img31/3853/dscn2402.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Chiaramente questi inglesi, oltre a bere, mangiano anche! Nella terra del “<strong>fish &amp; chips</strong>”, non vi sono molti altri cibi tipici, la cucina locale sfrutta molto la “contaminatio” di altri paesi: dall’Italia(con i suoi franchising quali Caffè Nero, Bella Italia, Pesto, Costa…) all’India, alla Libia, alla Cina. Vi sono molti dolciumi ottimi, dalle ciambelle ai muffins, ma chissà se sono davvero “Made in England”! Gli inglesi sembrano gradire molto hamburgers e cioccolata! Ne consumano grandi quantità! Infatti la percentuale di inglesi obesi è alta e per quanto mi riguarda, mi è sembrato non vedere vie di mezzo: o davvero grassi o troppo magri!</p>
<p>Ma andiamo all’<strong>abbigliamento</strong>: gli inglesi non si sanno vestire. Innanzi tutto sembra che la temperatura esterna gli sia indifferente. Anche con pochi gradi, non conoscono giubbotti, né stivali. Le ragazze sempre in canottiera (anche quando avvicinandoti noti la pelle ustionata dal freddo) e sandali o scarpe con tacchi alti. I ragazzi sempre in camicia e pantalone leggero. Quando piove non portano con loro neppure l’ombrello. Al massimo indossano stivali pelosi, ma senza le calze! Inoltre non abbinano colori, le donne vanno in giro con scollature assurde e mettono vestiti succinti, che la maggior parte di loro non possono permettersi! Spesso vanno in discoteca in maschera, e li incontri per strada con strani vestiti: per loro è carnevale tutto l’anno! I loro capelli sono di mille colori! Raro trovare qualche ragazza inglese senza ciocche rosa o blu!</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://img229.imageshack.us/img229/6666/manch37.jpg"><img class="aligncenter" src="http://img229.imageshack.us/img229/6666/manch37.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Gli inglesi risolvono tutto con un “<strong>sorry</strong>”. Non ha importanza quanto danno arrecano! Con questa parolina magica puoi risolvere tutto. E senza aggiungere nient’altro.  Anche se tossisci, loro sono pronti a dispiacersi per la tua tosse. Mentre se starnutisci, ti benedicono (bless you è l’espressione che sostituisce il nostro “salute”, che letteralmente significa “che tu sia benedetto”). Hanno anche loro dialetti e strane cadenze, che mi hanno parecchio complicato la vita! Spesso dimenticano le regole grammaticali e quando scrivono sms o altro, usano anche loro abbreviazioni più o meno simpatiche. Per esempio brb = be right back che in italiano equivale al torno subito e la preposizione “for”(per) viene scritta usando il “4”.<br />
Concludo con due <strong>curiosità</strong>: i rubinetti dei lavelli nella maggior parte dei casi sono privi di miscelatore. O ti scotti o ti congeli le mani; i balconi non esistono. Ne ho visto qualcuno a Londra. Ma a Manchester mai. Casette con grandi finestre, senza dubbio, porticine bianche e tendine, ma nessun balcone! Chissà qual è la ragione!<br />
Alla prossima!</p>
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		<title>La Gran Bretagna scritta…a “Matita” &#8211; settima puntata</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 19:53:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[mariagraziacatania]]></dc:creator>
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<p>Cari lettori di "Bloggalo!",</p>
<p>in questa settima puntata vi intratterrò parlandovi un pò delle <strong>strade</strong> e dei <strong>mezzi di trasporto </strong>in Gran Bretagna!</p>
<p>Nel paese delle ruote panoramiche non esiste marciapiede che non sia a prova di <strong>disabile</strong>. Unica eccezione pare essere rappresentata dalla stazione del treno dentro la mia università, che è piena di scale e non capisco come un disabile vi possa fare accesso! Ma forse è solo la mia distrazione a non avermi fatto afferrare il giusto meccanismo! La maggior parte dei <strong>semafori</strong> è a prenotazione e tutti sono dotati di suono per i non vedenti. Che poi il tempo di attraversamento sia valutato da un uomo di 2 metri, che con 3 falcate arriva all'altro lato della strada, è solo un dettaglio che mi ha fatto rischiare qualche volta la vita! Ma i semafori particolari anche per altri aspetti: a Londra ho avuto la possibilità di vedere non solo quello per i ciclisti ma anche quello per i cavalli! Come la foto vi testimonia! Come se non bastasse, i tempi di attesa sono un po’ lunghi e il giallo qui spunta dopo il rosso e anticipa il verde!!!</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://img200.imageshack.us/img200/8735/manch292.jpg"><img class="aligncenter" src="http://img200.imageshack.us/img200/8735/manch292.jpg" alt="" width="500" /></a></p>
<p>I <strong>mezzi di trasporto</strong> sono molto efficienti, non puntualissimi come mi aspettavo, ma non creano disagi. I treni non fanno una pecca, ma sono abbastanza costosi. Ci sono vari sconti per possessori di particolari carte o prenotando prima, ma in generale mirano sempre a spennare. Gli autobus sembrano essere il mezzo di trasporto più usato e più conveniente. Quelli di linea cittadina sono abbastanza strambi: il biglietto si fa sull’autobus, dall’autista, che fa pagare un prezzo diverso, a seconda della fermata in cui si scenderà e a seconda della compagnia. Per esempio ce ne sono 2 che possono portarmi a casa dallo stesso punto, ma uno costa una sterlina e l’altro una sterlina e 20 centesimi. Senza considerare poi gli autisti di questi autobus!!! Non conoscono i marciapiedi, e se non sei bene ancorato al sedile, ti fanno fare dei voli assurdi!!! Inoltre sono sempre antipatici: mai un sorriso, mai una gentilezza. Però è luogo comune, appena scendere, rivolgergli un “Thank you”. Ringraziarli per cosa??? Per aver fatto il loro lavoro nel peggior modo possibile??? Mi è capitato di vedere autisti che pur piovendo a dirotto hanno lasciato gente a terra solo perché questi ultimi sono arrivati alla fermata quando l’autobus aveva già chiuso le porte. Ma c’è un momento dell’anno in cui questi autisti provano ad essere un po’ più simpatici. Questo capita ad Halloween: una sera, poco prima del 31 ottobre, sono salita su un autobus e mentre sto per dare i soldi per il biglietto al conducente, lo guardo e scoppio in un misto tra risa e sorpresa!!! Aveva addosso una maschera a forma di lupo!!!! Ah questi inglesi!!! Altro discorso va fatto per gli autobus extraurbani. I migliori sono quelli della compagnia “Megabus”. È una compagnia che gestisce i servizi tra le grandi città. Io l’ho utilizzato per viaggiare da Manchester a Londra. Si prenota e si compra online e i prezzi sono davvero bassi! Poi si stampa il codice della prenotazione (in alternativa si può portare scritto su un foglio) e si mostra al conducente o addirittura si può far vedere il messaggio che ti arriva sul cellulare ad avvenuta transazione!!! Nella mia testa pensavo al servizio Sciacca – Palermo, non solo anni luce lontano dall’organizzazione inglese, ma pure più costoso!!!! Un biglietto Manchester – Londra andata e ritorno l’ho pagato 10 sterline e sono 4 ore di viaggio…il biglietto del pullman per Palermo da Sciacca…beh ditemelo voi, perché io stando qui non sono informata degli ultimi aumenti! Ma credo d’aver reso l’idea!</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://img193.imageshack.us/img193/5664/york103.jpg"><img class="aligncenter" src="http://img193.imageshack.us/img193/5664/york103.jpg" alt="" width="500" /></a></p>
<p>Infine in questo strano posto in cui il senso di marcia è a sinistra e il volante a destra, ed ogni attraversamento pedonale porta la scritta “LOOK RIGHT” o “LOOK LEFT”, quasi sappiano di essere un po’ strani, non ho mai incontrato cani senza padrone. Gli unici animali che vagano felici e beati per le strade e per i parchi sono dei deliziosi scoiattoli. In questi mesi mi sono dilettata a fotografarne a bizzeffe!! Chissà se prima di andare ne potrò portare uno giù!</p>
<p>Alla prossima!!</p>
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		<title>La Gran Bretagna scritta…a “Matita” &#8211; sesta puntata</title>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2009 19:59:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[mariagraziacatania]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari amici di Bloggalo!, questa sarà una puntata speciale! Infatti vi racconterò della mia ultima avventura: il concerto di Ligabue a Londra! Per il mio compleanno, alcuni miei amici, sapendo quanto sia patita del Rocker di Correggio e avendo appreso che teneva un concerto a Londra nell’ambito di un tour europeo, hanno deciso di regalarmi [&#8230;]]]></description>
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<p>Cari amici di Bloggalo!,</p>
<p>questa sarà una puntata speciale! Infatti vi racconterò della mia ultima avventura: <strong>il concerto di Ligabue a Londra!</strong></p>
<p>Per il mio compleanno, alcuni miei amici, sapendo quanto sia patita del Rocker di Correggio e avendo appreso che teneva un concerto a Londra nell’ambito di un tour europeo, hanno deciso di regalarmi biglietto per il concerto, viaggio in autobus e il soggiorno di una notte in un ostello! Appena “scartato” il regalo, l’adrenalina e l’agitazione in vista dell’evento si sono fatte largo nella mia anima! La cosa che ha reso quest’avventura indimenticabile è stata aver saputo subito dopo che Ligabue avrebbe incontrato i fans nella mattinata al “<strong>Centro Culturale Italiano</strong>”, situato a Londra.</p>
<p>Il mio autobus arrivava a Londra solo alle 3. Ho cambiato il biglietto, pagato la differenza e mi sono messa (con la mia fedele compagna di viaggio) in marcia alle 4 di notte da Manchester, per potere partecipare al meeting, che si teneva alle 11.30. Questo meeting era precluso a 150 persone con previa prenotazione e rappresenta qualcosa che raramente in Italia può accadere: incontrare il proprio idolo in uno spazio così limitato, quando normalmente l’unico contatto è all’interno di grandi stadi insieme a migliaia di persone, non è cosa da tutti i giorni!</p>
<p>Ma andiamo ai fatti: alle 11 ero già davanti al portone del centro, insieme ad un altro po’ di gente, chiaramente tutti italiani. Dopo un po’ un taxi si ferma davanti a noi. <strong>Il mio cuore ha preso a battere più forte…e poi l’ho visto! </strong>Gli sono andata incontro perché volevo scattargli subito una foto, ma poi mi sono imbarazzata e h<a href="http://img36.imageshack.us/img36/29/dscn5812.jpg"><img class="alignleft" src="http://img36.imageshack.us/img36/29/dscn5812.jpg" alt="" width="300" /></a>o preferito soffermarmi a guardarlo! Mi ha fatto un po’ impressione, a dire la verità! Non so cosa avesse fatto il giorno/notte prima…ma il suo viso era molto provato! Pieno di rughe, occhiaie evidentissime, pochi capelli e un sorriso ebete stampato sul volto! Nonostante tutto ciò, la mia agitazione non si placava.</p>
<p>Piano piano ci hanno fatto accomodare in una stanza con delle poltrone rosse e in fondo un tavolo con i microfoni. Io e la mia compagna di viaggio( per niente patita di Ligabue) eravamo sedute a metà sala. Ma a me non poteva andare bene e così dopo poco mi sono spostata in piedi lungo il muro tra la prima e la seconda fila. Lui è arrivato, con gli occhiali da sole questa volta (chissà perchè) ed è stato presentato da una tizia che poi gli ha fatto un po’ di domande…le solite, tra l’altro. Appena ha iniziato a parlare, la sua voce mi ha scosso! Una cosa è sentirla tramite i dischi, o mentre parla in quei rari passaggi televisivi, altra dal <strong>VIVO!!!! </strong>Non so se rendo bene l’idea. In ogni caso lui ci ha spiegato che ha organizzato questi concerti europei(Barcellona, Londra, Amsterdam e Parigi) per potere arrivare ai residenti all’estero che non possono seguirlo in Italia e per chi, per turismo, ha voglia di seguirlo anche lì. La donna, dopo aver scaldato l’atmosfera con le sue domande, ha passato la parola ai fans. Lui ha risposto sempre con tranquillità e umorismo, mostrandosi alla mano. Le domande spaziavano da: “come vivi la situazione politica italiana?” a “stasera canterai la canzone…?”. Anch’io avrei voluto farne una. Era lì pronta e parecchio cattivella. Avrei voluto chiedergli se gli pesava il fatto d’avere quella sera un pubblico italiano e che il londinese passando accanto alla sua locandina si sarà di sicuro chiesto chi fosse quest’uomo simile ad un indiano d’America. Quando mi sono decisa ad alzare la mano, il tempo a disposizione era term<a href="http://img268.imageshack.us/img268/4637/fotomanchester015.jpg"><img class="alignright" src="http://img268.imageshack.us/img268/4637/fotomanchester015.jpg" alt="" width="300" /></a>inato e lui ha lasciato la stanza, ma non l’edificio.</p>
<p>Mentre molti andavano via, io e altri fedelissimi, siamo rimasti lì…ancora ingordi, affamati, aspettando chissà cosa. La mia amica stava lontana da me, e si stava annoiando. Io ero posizionata vicino la porta dalla quale era uscito dopo la conferenza. La mia amica stava su per le scale che portavano ad altre sale del palazzo. Mentre aspettavamo chissà che, ho sentito le storie più assurde! Mi sembrava d’aver compiuto un’impresa essendo lì! Ma la mia era una briciola! Gente che ha speso 200-300 euro per un volo andata e ritorno per Londra per assistere SOLTANTO a questo meeting!!! Altri che 2 giorni prima erano a Barcellona e avrebbero assistito anche al concerto di Londra!!! A me è sembrata pazzia pura, pur essendo grande fan del Liga. Ad un certo punto, lui esce per le scale. Ad aspettarlo in pole position: la mia amica!!! Con uno sprint le ho passato carta e penna e lei, che fino al giorno prima non sarebbe mai andata neppure ad un suo concerto, si è ritrovata a chiedergli autografi. L’ho raggiunta e ho provato a farmi una foto con lui..ma ormai tutti volevano l’autografo e lui stava girato verso gli altri. La guardia del corpo ha provato ad allontanarmi più volte e mi ha detto, con fare non proprio gentile, che la foto non era possibile farla. Ha firmato moltissimi autografi, sempre con la mia persona alle spalle, che se ci ripenso, mi vergogno un pò! Alcune donne si sono fatte firmare anche il braccio e poi lui è andato via.</p>
<p>Incredula su quello che mi era appena capitato, io e la mia amica ci siamo allontanate dal centro. Alle 18 eravamo già davanti al locale del concerto! Con qualche escamotage siamo entrate tra i primi e ad essere vicine al palco! Alle 21 in punto si sono spente le luci…un uomo con la chitarra acustica in mano si posiziona al centro del palco e con “<strong>Sogni di Rock ‘n Roll</strong>” ci trascina nel suo meraviglioso mondo!!! Arrivano anche gli altri della band e ci si avvia per 2 ore di rock, in cui chiunque cantava e saltava all’inverosimile!!!! Ogni tanto si riposava e ci faceva prendere aria  con qualche canzone solo da gustare ascoltandola! Ha provato a dirci qualcosa in inglese, scusandosi del fatto che le canzoni fossero solo in italiano. Sforzo vano: non c’erano inglesi. Ha chiesto all’inizio chi fosse residente in UK e chi fosse venuto dall’Italia e i secondi erano i più numerosi.</p>
<p>Dalle canzoni vecchie a quelle più recenti, passando per i suoi quasi 20 anni di musica, ho trascorso 2 ore di puro divertimento! Pochi come il Liga sono in grado di trasmettere tanta energia! Anche la mia amica, piuttosto scettica, ha ballato e cantato tutto il tempo! Ci ha sorpreso ad un certo punto facendo dei pezzi di alcune canzoni uno dopo l’altro! Ci ha ringraziato per essere lì, perché in un periodo di crisi del genere è difficile potere comprare il biglietto di un concerto e alcuni hanno addirittura affrontato le spese di un viaggio!</p>
<p>Sulle note di “<strong>Buonanotte all’Italia</strong>” e “<strong>Urlando contro il cielo</strong>” è uscito di scena. Io avrei voluto che suonasse ancora tante altre canzoni, ma mi rendo conto che non le può eseguire tutte, dato che ormai sono davvero tante! Senza voce, ma soddisfattissima mi sono avviata verso l’uscita, dove ho fatto il punto della situazione con un’altra saccense accorsa anche lei al richiamo di Luciano Ligabue.<a href="http://img195.imageshack.us/img195/7025/rscn5907.jpg"><img class="alignleft" src="http://img195.imageshack.us/img195/7025/rscn5907.jpg" alt="" width="300" /></a></p>
<p>Si concludeva così il mio 4° concerto di Ligabue. Non posso che ringraziare i miei amici che mi hanno regalato un’esperienza così e la mia compagna di viaggio, che si è dovuta assorbire le mie “malattie” da fan. Sono felice di esserci stata e penso che non posso desiderare di più di quanto ho vissuto. Ho valutato la situazione da vari aspetti, e per quanto fan sfegatata, mi sento ancora mentalmente sana (anche se non dovrei essere io a dirlo!). Una cosa è certa: i cantanti fuori dalla patria sono più umani e raggiungibili! Non mi resta che custodire gelosamente anche questo ricordo, che ho voluto condividere anche con voi! Alla prossima puntata!</p>
<p>“<strong>Non saremo delle star, ma siam noi, con questi giorni fatti di ore andate per un weekend e un futuro che non c'è.</strong>” Urlando contro il cielo - Ligabue</p>
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		<title>La Gran Bretagna scritta…a “Matita” &#8211; quinta puntata</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 21:24:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cari “frequentatori” di Bloggalo!, tra i tanti temi di cui vorrei parlarvi, questa volta ne ho scelto uno a me molto caro: il mondo dello spettacolo e della cultura in genere in UK. Nella nazione del Thè si punta molto su questi due aspetti. Infatti ci sono moltissimi musei e sono quasi tutti FREE ADMISSION: [&#8230;]]]></description>
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<p>Cari “frequentatori” di <strong>Bloggalo!</strong>, tra i tanti temi di cui vorrei parlarvi, questa volta ne ho scelto uno a me molto caro:<strong> il mondo dello spettacolo e della cultura</strong> in genere in UK.</p>
<p>Nella nazione del Thè si punta molto su questi due aspetti. Infatti ci sono moltissimi musei e sono quasi tutti <strong>FREE ADMISSION</strong>: non si paga per entrare, accettano di buon grado una donazione, che non è quasi mai obbligatoria. Sono dei <strong>musei</strong> di vasto genere, da quelli che espongono quadri e sculture a quelli di storia, scienza e perché no? Musica! Qualsiasi cosa è un pretesto per raccogliere visitatori, per fare turismo. Dai castelli costituiti da pochi massi di pietre a quelli vittoriani, dalle caverne alle fontane, dai luoghi di nascita dei parenti più remoti di Shakespeare ai pub in cui hanno suonato i <strong>Beatles</strong>.</p>
<p>Ma ciò che più mi ha affascinato è l’enorme quantità d<a href="http://img32.imageshack.us/img32/6995/manch271.jpg"><img class="alignright" src="http://img32.imageshack.us/img32/6995/manch271.jpg" alt="" width="300" /></a>i <strong>teatri</strong> che si trovano in Gran Bretagna. Sarà che come saccense ho una sete di teatro che non si placa mai, ma ho sempre l’impressione d’essere nel paese delle meraviglie per quanto concerne quest’ambito. Ho assistito a due spettacoli: “<strong>The Beauty and The Beast</strong>” a Manchester e “<strong>The Phantom of the Opera</strong>” a Londra. Due spettacoli molto diversi: il primo destinato ad un pubblico molto giovane e il secondo un classico senza età. Ma in entrambi i casi non sono mancati professionalità dei cantanti-attori, scenografie da urlo, effetti scenici da rimanere a bocca aperta e costumi stupefacenti. Solo dopo averne seguito 5 minuti, mi sono resa conto di come noi siamo messi male….lo sfarzo che regnava in quei due teatri non me lo sarei mai potuto immaginare, né posso descrivervelo.</p>
<p>Il primo è tratto chiaramente dal cartone Disney, in platea soprattutto ragazzini, che nonostante sia l’era di tutti questi nuovi cartoni animati, che poco hanno a che fare con “<strong>La bella e la bestia</strong>”, erano lì, si divertivano e senza rendersene conto iniziano ad amare quel mondo colorato e sorprendentemente senza limiti che è il teatro! Tra un Lumièr che si accende le candele sul palco, una danza di ballerini vestiti da stoviglie e spumanti giganti che stappati emettevano fontane di fuochi d’artificio, ho visto nel suo piccolo, uno spettacolo curatissimo e degno di rilievo.</p>
<p><strong>Il secondo </strong>è un classico. Va in scena da anni nello stesso teatro in cui l’ho visto. Sto parlando di uno spettacolo in cui gli attori cantano dal vivo (tutti con voce meravigliosa) e si trova un’orchestra ai piedi del palco che esegue dal vivo l'intera colonna sonora che quest’opera ha! Cambi di costumi celeri e ogni volta sempre più sbalorditivi! Un corpo di ballo enorme e tanta, tanta professionalità! Tra un lampadario che sem<a href="http://img43.imageshack.us/img43/6494/dscn4163.jpg"><img class="alignleft" src="http://img43.imageshack.us/img43/6494/dscn4163.jpg" alt="" width="300" /></a>brava cadere sul pubblico e fiumi (con tanto di barche che lo navigano) che spuntano laddove si pensa ci sia solo un tavolo di legno, chiamato palco, lo show è destinato a lasciare un ricordo indelebile nello spettatore.</p>
<p>Tutto questo sfarzo prevede dei biglietti costosi, ma non eccessivi e ci sono agevolazioni per  gli studenti. Un ultimo aspetto da annoverare è che in Inghilterra non serve l’attore famoso per richiamare il pubblico a teatro, ma <strong>è lo spettacolo stesso a richiamare la gente</strong>. Nessuna locandina si presenta con il bello/a dell’ultima fiction o con l'ultima classe della scuola di “Amici”! La classica locandina dello spettacolo garantisce già uno spettacolo di alto livello che non ha bisogno di nessun’altra “Guest Star”!!!!</p>
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		<title>La Gran Bretagna scritta…a “Matita” &#8211; quarta puntata</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2009 15:00:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cari lettori di Bloggalo!, stavolta vi porto a fare shopping!!!! Nella Nazione del Thè, i negozi sono grandi e forniti di tutto. Accanto alle piccole boutique sparse qua e là, in Inghilterra si punta sui centri commerciali. Sono piccole città. Nei pressi di Manchester si trova il “Trafford Centre”. La prima volta che vi sono [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Cari lettori di Bloggalo!, stavolta vi porto a fare <strong>shopping</strong>!!!!<a href="http://img15.imageshack.us/img15/6968/manch118.jpg"><img class="alignright" src="http://img15.imageshack.us/img15/6968/manch118.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Nella Nazione del Thè, i negozi sono grandi e forniti di tutto. Accanto alle piccole boutique sparse qua e là, in Inghilterra si punta sui <strong>centri commerciali</strong>. Sono piccole città. Nei pressi di Manchester si trova il “<strong>Trafford Centre</strong>”. La prima volta che vi sono entrata sono rimasta sbigottita. Al di là dei negozi, che bene o male sono sempre gli stessi, tutto l’arredo del centro era pazzesco!!!!</p>
<p>Vetrate e dipinti sul tetto, fontane con delfini che mandavano l’acqua fino al primo piano, panche e zone per riposarsi, ma soprattutto l’angolo ristoro ha dell’incredibile: i ristoranti si trovano tutti incassati in strutture che ritraggono le abitazioni tipiche di certi paesi del mondo, ad esempio i ristoranti cinesi si trovano all’interno d’una piccola china town, poi altri dentro piramidi, alcuni nelle abitazioni tipiche tunisine bianche e blu e così via. Vi era pure quello italiano che all’ingresso esponeva un bel <strong>carretto siciliano</strong>!!! Siamo ovunque! Tutti questi ristoranti poi si affacciano su una piazza enorme, organizzata come fosse il ponte di una nave! Tutti i tavoli e le sed<a href="http://img10.imageshack.us/img10/3284/manch221.jpg"><img class="alignleft" src="http://img10.imageshack.us/img10/3284/manch221.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>ie richiamano il tema marinaresco e a questa zona si può accedere dai negozi, ma anche da un’entrata principale in perfetto stile Titanic: grande scalinata e spettacolari statue a margine! La prima volta che l’ho visitato ricorreva l’anniversario dell’apertura del centro, così c’erano intrattenimenti ovunque: musicisti dentro le profumerie, uomini sui trampoli e ballerine quasi nude dentro i ristoranti e tanto altro ancora.</p>
<p>Chi fa shopping in Inghilterra, non può non visitare <strong>PRIMARK</strong>. È un marchio irlandese, diffusissimo in UK, ma non in Italia. È un grande negozio che vende tutto. Chiunque può entrare lì nudo ed uscire vestito dalla testa ai piedi spendendo al massimo 50 pounds. È un negozio enorme, dove perdersi è facilissimo, le file ai camerini e alle casse sono lunghissime ma celeri perché vi lavorano tantissimi dipendenti. Tratta per lo più abbigliamento, non particolarissimo ma sicuramente di buona qualità e a prezzi davvero inesistenti in Italia!<a href="http://img24.imageshack.us/img24/7965/manch181.jpg"><img class="alignright" src="http://img24.imageshack.us/img24/7965/manch181.jpg" alt="" width="225" height="299" /></a></p>
<p>Mancano però i grandi centri commerciali <strong>tecnologici</strong>. Al loro posto un negozio in cui scegli il tuo tecnologico-articolo da un catalogo e poi ti viene spedito a casa. In compenso i negozi di telefonia non si sprecano.</p>
<p>Ma l’aspetto che mi ha colpito maggiormente è che ci sono più negozi di <strong>bigliettini</strong> per tutte le occasioni che supermercati. Bigliettini per il compleanno di lui, di lei, della mamma, della nonna, del papà, del fratello, della sorella, (forse anche per l’amante) per i lutti, per le malattie ecc ecc… sono negozi enormi, pieni di biglietti, ma anche di peluches di ogni forma e per ogni ricorrenza, che venderanno davvero tanto, specie in periodi quali San Valentino, che neppure a dirlo, in UK è molto sentito!!! Ho visto gente fare ore ed ore di fila per ritirare una torta a forma di cuore con un messaggio sopra! E sempre per la cronaca, finito <strong>San Valentino</strong>, questi negozi, in un batter d’occhio, dagli addobbi di colore rosso sono passati a quelli di colore rosa e si sono organizzati per la festa della mamma, che in UK si celebra a marzo e non a maggio come in Italia.</p>
<p>E visto che la festa della mamma è stata qualche giorno fa, ed io ero fuori dall’Italia, chiudo questa quarta puntata con un grosso augurio a tutte le mamme del mondo…<strong>ed in particolare alla mia che mi sta permettendo di fare un’esperienza simile!</strong></p>
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		<title>La Gran Bretagna scritta…a &quot;Matita&quot; &#8211; terza puntata</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 07:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[mariagraziacatania]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo la parentesi calcistica della scorsa settimana, torno a raccontarvi, lettori di Bloggalo!, dell’organizzazione universitaria dei corsi in UK. Nel paese della regina Elisabetta esiste una triennale, come in Italia, alla fine della quale si è laureati. Con una laurea in tasca, lo studente inglese ha dimostrato d’essere “in gamba” e può aspirare a qualsiasi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la parentesi calcistica della scorsa settimana, torno a raccontarvi, lettori di Bloggalo!, dell’<strong>organizzazione universitaria</strong> dei corsi in UK.</p>
<p>Nel paese della regina Elisabetta esiste una <strong>triennale</strong>, come in Italia, alla fine della quale si è laureati. Con una laurea in tasca, lo studente inglese ha dimostrato d’essere “in gamba” e può aspirare a qualsiasi professione. Ho c<a href="http://img148.imageshack.us/img148/1377/ukflag.jpg"><img class="alignright" src="http://img148.imageshack.us/img148/1377/ukflag.jpg" alt="" width="201" height="132" /></a>onosciuto chimici che lavorano per il reparto finanze del governo inglese, biologi che lavorano per imprese edili e stimano quanto può venire a costare la costruzione di un palazzo, e così via.</p>
<p>Chi decide di continuare a studiare, può pagarsi il <strong>MASTER</strong>, che non è altro che la nostra laurea di secondo livello, che però in Inghilterra dura solo un anno, consta di pochi esami, per lo più pratici e mirati alla formazione professionale. Sia nei corsi triennali, sia nei master, non ci sono delle vere e proprie sessioni d’esame, in quanto durante i corsi, gli studenti sono sottoposti a vari “compiti per casa”, che loro chiamano “<strong>assignments</strong>”, e consistono nello scrivere saggi, elaborare delle presentazioni per la classe, lavori di gruppo e altro ancora. Gli esami veri e propri, per chi li ha, sono quasi sempre scritti e i risultati si hanno dopo un mesetto circa, ricevuti per posta, tradizionale o elettronica.<br />
In seguito si può aspirare ad un dottorato di ricerca, in UK chiamato <strong>PhD</strong>. In Italia, per ogni università, c’è un numero di borse disponibili e tramite concorso si può accedere al dotto<a href="http://farm4.static.flickr.com/3621/3501366051_b0c12987f2.jpg?v=0"><img class="alignleft" src="http://farm4.static.flickr.com/3621/3501366051_b0c12987f2.jpg?v=0" alt="" width="200" /></a>rato, che è retribuito. Poche centinaia di euro al mese, ma retribuito. In Italia lo studente s’illude di svolgere un piccolo lavoro e di percepire uno(seppur misero) stipendio mensile. In Inghilterra, lo studente paga l’università per poter fare ricerca! Il dottorato è visto come un altro corso di studi che lo studente decide di frequentare, e quindi di pagare. Poi ogni professore decide quanti studenti PhD volere nel suo staff. In questo modo i soldi per la ricerca non mancano e viene svolta in modo soddisfacente anche a livelli universitari. Di contro uno studente si ritrova a cercare un lavoretto part-time per non doversi fare mantenere ancora dalla famiglia dopo laurea triennale e master. E dopo tutti questi corsi, in Inghilterra, come in Italia, lo studente deve svoltarsi le maniche e farsi largo nel mondo del lavoro, facendo più o meno fruttare questi suoi titoli!</p>
<p>Chiudo parlandovi dell’<strong>anomalia</strong> che riguarda le tasse universitarie: in Italia ci sono molte agevolazioni per gli studenti stranieri, lavoratori o in situazioni particolari di reddito. <strong>In UK è diverso</strong>. Gli studenti extra-europei devono pagare delle tasse universitarie davvero esose, che superano di molto quelle che invece pagano gli studenti europei (per non parlare di quelli britannici). Ma la cosa non sembra scoraggiare gli studenti extraeuropei che affollano la comunità britannica e ne fanno ormai parte integrante, regalandole quella multi etnicità che, almeno nelle nostre zone, manca ed è ancora vista come una stranezza.</p>
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		<title>La Gran Bretagna scritta a… “Matita” &#8211; seconda puntata</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 22:03:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[mariagraziacatania]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla Redazione]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna scritta a "Matita"]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm4.static.flickr.com/3345/3481467354_ff4c233b42.jpg?v=0"><img class="alignright" src="http://farm4.static.flickr.com/3345/3481467354_ff4c233b42.jpg?v=0" alt="" width="300" height="224" /></a>Cari amici di Bloggalo anche questa settimana mi trovo a dilettarvi con le mie avventure inglesi. Vi parlerò ancora di università, di negozi, di trasporti, di cibo…ma questa settimana metto davanti a tutto una sorta di “speciale”: sabato scorso, <strong>25 aprile</strong>, mentre voi saccensi eravate a “schiticchiare” per le campagne, io, con una mia amica, ho fatto, per la prima volta da quando sono in UK, il mio ingresso in uno stadio. Non è uno stadio come gli altri… è l’<strong>OLD TRAFFORD</strong>, che come recita il suo motto è “<strong>Theatre of Dreams</strong>”. Si tratta dello stadio del Manchester United, forse la squadra più forte del mondo al momento, quella che ha vinto la Champions League l’anno scorso e che probabilmente è ben quotata per vincerla anche quest’anno, dopo aver battuto tra le altre, anche l’Inter. La partita a cui ho assistito è Manchester United – <strong>Tottenham Hotspur</strong> ed  è stata così ricca di emozioni, da volerne trarre un breve racconto per voi. Gli uomini mi scusino per eventuali inesattezze del gergo calcistico e le donne spero gradiscano questo mio racconto, anche trattandosi di un tema poco femminile!Il calcio d’inizio era alle ore 17.30, ma trattandosi della mia prima volta allo stadio, io e la mia amica siamo andati lì con un certo anticipo, anche per gustarci meglio l’atmosfera. C’è da dire che i biglietti per le partite non sono facili da reperire e già sono tutti esauriti per tutte le restanti partite della stagione. Di solito vengono venduti on-line o per <a href="http://img90.imageshack.us/img90/6917/manchesterunited.jpg"><img class="alignleft" src="http://img90.imageshack.us/img90/6917/manchesterunited.jpg" alt="" width="213" height="201" /></a>telefono, ma una misera parte anche al botteghino(se sfugge ad abbonamenti o altro). Lo stadio possiede <strong>76.212 posti</strong> tutti a sedere, che neppure a chiederlo, quel giorno erano tutti occupati. La folla intorno allo stadio era enorme e da ogni lato capitolava il rosso, colore sociale della squadra. La squadra avversaria, il Tottenham Hotspur, vestita di blu, contava pochi supporter tutti racimolati nell’ala ospite nel settore sud-est dello stadio. Non è una squadra di punta nel campionato inglese, ma comunque si trova tra le prime dieci della classifica. Per amalgamarci meglio, io e la mia amica abbiamo acquistato una maglietta rossa col simboletto dei “Red Devils” nelle bancarelle lungo la via che conduceva allo stadio e dopo aver fatto qualche foto davanti l’ingresso, ci siamo decise ad entrare. Abbiamo sbagliato e ci siamo ritrovate nel <strong>mega store</strong>! All’interno milioni di gadget: dalla mascotte alla calcolatrice gigante del Manchster United, dal pallone alla chiavetta USB, tutto rigorosamente rosso e col simbolo in giallo. Tantissima gente si è messa in fila per ore prima della partita per pagare alla cassa il suo “pezzo” di Manchester United. Alla fine leggendo meglio il nostro biglietto ci siamo appropinquate verso il nostro settore: la parte “EAST” dello stadio. Dopo aver salito innumerevoli scale, ad un certo punto la porta d’accesso alle gradinate. Mi sono girata ed ho visto il campo e tutte quelle gradinate! Mi è mancato il fiato. Mai visto un posto così grande che possa accogliere tanta gente. E poi il campo, quella distesa verde, recintata per 3 lati, <a href="http://farm4.static.flickr.com/3574/3480658595_56ee6eef40.jpg?v=0"><img class="alignright" src="http://farm4.static.flickr.com/3574/3480658595_56ee6eef40.jpg?v=0" alt="" width="300" height="225" /></a>libera dal quarto (il lato sud). Guardandomi intorno ho subito notato che io e la mia amica non eravamo gli unici esseri femminili allo stadio, ma da ogni lato sbucavano signore, ragazze e madri con bambini a seguito, tutti chiaramente bardati di rosso. Ci siamo sedute al nostro posto e abbiamo aspettato l’inizio. Sul monitor ruotavano varie scritte, fino a quelle che davano le formazioni. Nel frattempo sono arrivati anche i giocatori a fare il riscaldamento. Non appena sono tornati negli spogliatoi, fontane d’acqua si sono abbattute sul prato per una rinfrescatina all’erba e alla fine le squadre hanno fatto il loro ingresso trionfale in campo con l’arbitro e i guardalinea. C’eravamo: fischio d’inizio. Il nostro settore era proprio al di sopra di una delle due porte, che nel primo tempo toccò difendere a Van Der Sar, portiere del Manchester United. Quest’ultimo non fece un gran bel lavoro, infatti il primo tempo è terminato con un punteggio di<strong> 2 a zero</strong> per la squadra in trasferta. Devo dire che ero un po’ delusa. Mi chiedevo: è davvero questa la squadra che tutti inneggiano come la più forte? Una squadra che non ha organizzato una sola buona azione nel primo tempo, che non è stata in grado di tenersi molto la palla, di difendere la porta, nè di fare passaggi decenti, scarsa in centro campo. Per poco non c’è stato il 3 a zero. Inoltre durante il primo goal del Tottenham Hotspur, qualche fila davanti la mia, un signore s’è scoperto tifoso della suddetta <a href="http://farm4.static.flickr.com/3616/3481471064_86e6e54ef0.jpg?v=0"><img class="alignleft" src="http://farm4.static.flickr.com/3616/3481471064_86e6e54ef0.jpg?v=0" alt="" width="300" height="225" /></a>squadra. Intorno a me la gente ha iniziato ad essere un po’ insofferente nei confronti di quest’uomo, che dopo  il secondo goal, è stato segnalato alla polizia, e fatto allontanare. Un po’ sotto tono, mi riposiziono per il secondo tempo. Mr Alex Ferguson, allenatore del Manchester, che con le riserve e il resto della squadra avversaria, non siede su panchine lungo il margine del campo, ma su degli spalchi bassi tra il pubblico, ha effettuato un cambio: al posto del n°17 Nani, ha fatto entrare in campo il n° 32 Carlos Tevez, un giocatore molto amato dai suoi tifosi. Ben presto il gioco sembra svolgersi diversamente e i diavoli rossi si conquistano un calcio di rigore(57° min). A tirarlo il pallone d’oro <strong>Cristiano Ronaldo.</strong> Non è stato un gran tiro, ma è servito ad accorciare le distanze: Man – Tott 1-2. Non passa molto tempo, una manciata di minuti e <strong>Rooney </strong>sigla il pareggio(67° min)! Neppure il tempo di ricomporci sulle sedie che Cristiano Ronaldo fa doppietta con un bel goal, seguito da un giretto in campo a petto nudo(68° min). Il n°10 Rooney non vuole essere da meno e stampa anche lui la doppietta al 71° min. L’atmosfera era assurda: la gente saltava sulle sedie e cantava! Non si poteva non amalgamarsi al tripudio generale! La squadra ai miei occhi era irriconoscibile. Stentavo a credere che fosse quella dei 45 minuti precedenti. Brillante, veloce, mai generosa. Non <a href="http://farm4.static.flickr.com/3298/3480661355_ecb5aa8dc2.jpg?v=0"><img class="alignright" src="http://farm4.static.flickr.com/3298/3480661355_ecb5aa8dc2.jpg?v=0" alt="" width="300" height="224" /></a>concedeva spazi, né si è fatta più sfuggire occasioni. Potevi restare a guardare solo a bocca aperta quello spettacolo: lo spettacolo di una squadra che si permette di perdere al primo tempo 2 a zero e poi stravincere dopo, con una semplicità che non sembrava normale, ma solo divina. Su questo 4 a 2, la mia testa, da juventina che sono, è volata a quel <strong>21 aprile del 1999</strong>, quando la mia squadra affrontò i Red Devils per la semifinale di Champions League. Comiciò con un 2 a zero della Juventus al “Delle Alpi”, ma alla fine perse 3 a 2 e uscì dalla competizione europea, che neanche a dirlo, fu poi vinta dal Manchester United. Dieci anni dopo, questa squadra concede ancora ai suoi tifosi a queste sorprese molto gradite. Tornando ad aprile 2009: alla fine il Manchester ha chiuso la partita con un<strong> 5° goal</strong>, quasi sbeffeggiando i rivali. Il pubblico ha lasciato lo stadio raggiante, n<br />
oi abbiamo fatto qualche altra foto e in poco tempo lo stadio si è svuotato. Ricca di questa esperienza, per lo più ,maschile, sono tornata a casa anch’io orgogliosa d’essere stata per un giorno tifosa del Manchester United.</p>
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		<title>La Gran Bretagna scritta a… “Matita”</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 14:03:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[mariagraziacatania]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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		<description><![CDATA[Cari amici di Bloggalo!, oggi con molto entusiasmo mi ritrovo a partecipare attivamente a questo progetto. Non posseggo la passione di scrivere articoli, ma quella di scrivere, si! Così per qualche settimana, come mi è stato gentilmente concesso, vi intratterrò con le mie avventure. Prima di tutto le presentazioni: mi chiamo Maria Grazia, sono anch’io [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Cari amici di Bloggalo!, oggi con molto entusiasmo mi ritrovo a partecipare attivamente a questo progetto. Non posseggo la passione di scrivere articoli, ma quella di scrivere, si! Così per qualche settimana, come mi è stato gentilmente concesso, vi intratterrò con le mie avventure.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://farm4.static.flickr.com/3547/3459578650_4aa2c88b74_o.jpg"><img class="alignleft" src="http://farm4.static.flickr.com/3547/3459578650_6961eb8615_m.jpg" alt="" width="240" height="139" /></a>Prima di tutto le presentazioni: mi chiamo <strong>Maria Grazia</strong>, sono anch’io saccense e fino ad ora ho bazzicato su questo sito col nickname di &#8220;<strong>matita</strong>&#8220;. Da qui il nome scelto per questa rubrica. Nel settembre 2008 mi sono trasferita, per motivi di studio, in Inghilterra, in particolare a <strong>Manchester</strong>. Questa trasferta inglese al momento è solo una parentesi e presto farò rientro a Sciacca. Però in questi mesi ho avuto la possibilità di confrontarmi con un paese diverso dal nostro, dapprima come semplice turista, poi come parte integrante di questa società, e l’Inghilterra nel bene e nel male, a mio modo di vedere, si può definire davvero il paese al contrario! In questa piccola “rubrica” vi racconterò, analizzando vari aspetti, quelle che sono le differenze e le somiglianze con l’Italia, ma anche le anomalie di questa nazione, vista e vissuta da una studentessa italiana.</p>
<p style="text-align: justify">In questa prima “puntata”: <strong>burocrazia e trasporti universitari</strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://farm4.static.flickr.com/3598/3458764483_71a2250a86_o.jpg"><img class="alignleft" src="http://farm4.static.flickr.com/3598/3458764483_e8d2c1771d_m.jpg" alt="" width="193" height="240" /></a>La nazione del <strong>Principe Carlo</strong>, dal punto di vista burocratico, non fa una pecca: rapida, puntuale ed efficiente. Io in particolar modo l’ho potuta valutare attraverso l’università. Non dimenticherò mai quella volta che chiesi a mio padre di fare un bonifico per pagarmi l’alloggio. Con il cambio valuta, l’università ha ricevuto per mio conto una quota superiore a quella che gli dovevo. Me l’hanno fatto subito presente, mi hanno dato un foglio e dopo 5 minuti avevo in tasca il <strong>sovra-plus.</strong> Ditemi: in quale università italiana sarebbe accaduta la stessa cosa???<br />
Nonostante sia piccolina, l’università che io frequento risulta essere ben gestita! Ad esempio esiste una navetta che ogni mezz’ora fa il giro di tutti i padiglioni e le residenze universitarie (<strong>the accommodations</strong>), dal lunedì al venerdì, dalle 8 del mattino alle 11 di sera, completamente gratis per studenti e staff universitario. E non solo! Quando ci sono feste organizzate nel pub dell’università, c’è un servizio speciale che porta tutti a casa alle 2 di notte. E si sfrutta in tutto e per tutto, non solo per andare all’università e tornare a casa! Infatti sapendo qual è la fermata più vicina al supermercato, si può prendere per andare a fare la spesa; conoscendo quella più vicina al centro, si può andare a fare un giro per negozi e via dicendo! Il fine settimana si esce (pagando un biglietto di autobus esagerato…ma di autobus ve ne parlerò un’altra volta) solo per necessità impellenti, come andare a ballare il sabato e lì bisogna chiamare il taxi per tornare a casa…ahimè! Per tutto il resto si aspetta che lunedì torni il<strong> FREE-BUS</strong>!!!</p>
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