Il comune di Sciacca non ha un piano di emergenza, obbligatorio da 11 anni: "Se dovesse capitare oggi una calamità in territorio saccense, non sapremo come intervenire"

By at 23 aprile, 2009, 9:00 am

Fonte AgrigentoFlash.it

Un piano di emergenza non è altro che il progetto di tutte le attività coordinate e di tutte le procedure che dovranno essere adottate per fronteggiare un evento calamitoso in modo da garantire l’ effettivo ed immediato impiego delle risorse necessarie al superamento dell’emergenza.Il piano di emergenza è il supporto operativo al quale il sindaco si riferisce per gestire l’ emergenza col massimo livello di efficacia. Il sindaco disporrà, quindi, di un valido riferimento che determinerà un percorso organizzato in grado di sopperire alla confusione conseguente ad ogni evento calamitoso.Il piano di emergenza consente agli operatori delle varie componenti della protezione civile di avere un quadro di riferimento corrispondente alla dimensione dell’evento atteso, della popolazione coinvolta, della viabilità alternativa, delle possibili vie di fuga, delle aree di attesa, di ricovero, di ammassamento. Adesso facciamo un gioco, macabro lo diciamo subito, ma che potrebbe essere reale. Immaginiamo che una scossa simile a quella avvenuta in Abruzzo, capiti anche nel territorio termale, (definito dalla protezione civile ad alto rischio sismico, cioè livello 2), come dimostra il passato non poi così tanto lontano.

Qual’è il piano di emergenza redatto dal comune di Sciacca?La risposta è nessuno.

Qual è il piano di fuga? Non si sa.

Quali sono le possibili vie di ricovero?

Quali sono le aree di ammassamento?

Dove sono localizzate le aree di attesa?

Il comune di Sciacca, dal 1998, anno in cui divenne obbligatorio per legge – dicono oggi dalla protezione civile – non si è mai dotato di un piano di emergenza. Ci stanno soltanto lavorando – continuano dalla protezione civile – ma 11 anni di attesa sembrano davvero troppi.

Perché? Per quale motivo?

Perché le amministrazioni che si sono avvicendate dal 98 non si sono dotate di questo strumento che ha un solo fine: salvare vite nei momenti di emergenza. Perché dobbiamo sempre piangere il morto a tragedia conclusa?

Dal comune di Sciacca fanno sapere che un piano di emergenza è quasi pronto, ma non c’è più il tempo di portarlo in consiglio comunale, che poi dovrebbe presentarlo alla protezione civile per l’approvazione. L’assessore ai lavori pubblici, Ignazio Bivona, ad una nostra precisa domanda, e cioè se dovesse capitare oggi una calamità in territorio saccense, è stato molto schietto: Il comune di Sciacca non saprebbe come intervenire perché sfornito di un piano di emergenza. Abbiamo solo fatto un macabro gioco. Per lo stesso giochino, però, in Abruzzo sono morte delle persone. Facendo gli scongiuri, se dovesse capitare adesso, una tragedia nel nostro territorio, nessuno saprebbe cosa fare, coloro preposti per legge alla nostra salvezza, non saprebbero dirci cosa fare e dei buoni propositi post mortem, non se ne fa niente nessuno.

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