La Gran Bretagna scritta a… “Matita” – seconda puntata

By at 28 aprile, 2009, 12:03 am

Cari amici di Bloggalo anche questa settimana mi trovo a dilettarvi con le mie avventure inglesi. Vi parlerò ancora di università, di negozi, di trasporti, di cibo…ma questa settimana metto davanti a tutto una sorta di “speciale”: sabato scorso, 25 aprile, mentre voi saccensi eravate a “schiticchiare” per le campagne, io, con una mia amica, ho fatto, per la prima volta da quando sono in UK, il mio ingresso in uno stadio. Non è uno stadio come gli altri… è l’OLD TRAFFORD, che come recita il suo motto è “Theatre of Dreams”. Si tratta dello stadio del Manchester United, forse la squadra più forte del mondo al momento, quella che ha vinto la Champions League l’anno scorso e che probabilmente è ben quotata per vincerla anche quest’anno, dopo aver battuto tra le altre, anche l’Inter. La partita a cui ho assistito è Manchester United – Tottenham Hotspur ed è stata così ricca di emozioni, da volerne trarre un breve racconto per voi. Gli uomini mi scusino per eventuali inesattezze del gergo calcistico e le donne spero gradiscano questo mio racconto, anche trattandosi di un tema poco femminile!Il calcio d’inizio era alle ore 17.30, ma trattandosi della mia prima volta allo stadio, io e la mia amica siamo andati lì con un certo anticipo, anche per gustarci meglio l’atmosfera. C’è da dire che i biglietti per le partite non sono facili da reperire e già sono tutti esauriti per tutte le restanti partite della stagione. Di solito vengono venduti on-line o per telefono, ma una misera parte anche al botteghino(se sfugge ad abbonamenti o altro). Lo stadio possiede 76.212 posti tutti a sedere, che neppure a chiederlo, quel giorno erano tutti occupati. La folla intorno allo stadio era enorme e da ogni lato capitolava il rosso, colore sociale della squadra. La squadra avversaria, il Tottenham Hotspur, vestita di blu, contava pochi supporter tutti racimolati nell’ala ospite nel settore sud-est dello stadio. Non è una squadra di punta nel campionato inglese, ma comunque si trova tra le prime dieci della classifica. Per amalgamarci meglio, io e la mia amica abbiamo acquistato una maglietta rossa col simboletto dei “Red Devils” nelle bancarelle lungo la via che conduceva allo stadio e dopo aver fatto qualche foto davanti l’ingresso, ci siamo decise ad entrare. Abbiamo sbagliato e ci siamo ritrovate nel mega store! All’interno milioni di gadget: dalla mascotte alla calcolatrice gigante del Manchster United, dal pallone alla chiavetta USB, tutto rigorosamente rosso e col simbolo in giallo. Tantissima gente si è messa in fila per ore prima della partita per pagare alla cassa il suo “pezzo” di Manchester United. Alla fine leggendo meglio il nostro biglietto ci siamo appropinquate verso il nostro settore: la parte “EAST” dello stadio. Dopo aver salito innumerevoli scale, ad un certo punto la porta d’accesso alle gradinate. Mi sono girata ed ho visto il campo e tutte quelle gradinate! Mi è mancato il fiato. Mai visto un posto così grande che possa accogliere tanta gente. E poi il campo, quella distesa verde, recintata per 3 lati, libera dal quarto (il lato sud). Guardandomi intorno ho subito notato che io e la mia amica non eravamo gli unici esseri femminili allo stadio, ma da ogni lato sbucavano signore, ragazze e madri con bambini a seguito, tutti chiaramente bardati di rosso. Ci siamo sedute al nostro posto e abbiamo aspettato l’inizio. Sul monitor ruotavano varie scritte, fino a quelle che davano le formazioni. Nel frattempo sono arrivati anche i giocatori a fare il riscaldamento. Non appena sono tornati negli spogliatoi, fontane d’acqua si sono abbattute sul prato per una rinfrescatina all’erba e alla fine le squadre hanno fatto il loro ingresso trionfale in campo con l’arbitro e i guardalinea. C’eravamo: fischio d’inizio. Il nostro settore era proprio al di sopra di una delle due porte, che nel primo tempo toccò difendere a Van Der Sar, portiere del Manchester United. Quest’ultimo non fece un gran bel lavoro, infatti il primo tempo è terminato con un punteggio di 2 a zero per la squadra in trasferta. Devo dire che ero un po’ delusa. Mi chiedevo: è davvero questa la squadra che tutti inneggiano come la più forte? Una squadra che non ha organizzato una sola buona azione nel primo tempo, che non è stata in grado di tenersi molto la palla, di difendere la porta, nè di fare passaggi decenti, scarsa in centro campo. Per poco non c’è stato il 3 a zero. Inoltre durante il primo goal del Tottenham Hotspur, qualche fila davanti la mia, un signore s’è scoperto tifoso della suddetta squadra. Intorno a me la gente ha iniziato ad essere un po’ insofferente nei confronti di quest’uomo, che dopo  il secondo goal, è stato segnalato alla polizia, e fatto allontanare. Un po’ sotto tono, mi riposiziono per il secondo tempo. Mr Alex Ferguson, allenatore del Manchester, che con le riserve e il resto della squadra avversaria, non siede su panchine lungo il margine del campo, ma su degli spalchi bassi tra il pubblico, ha effettuato un cambio: al posto del n°17 Nani, ha fatto entrare in campo il n° 32 Carlos Tevez, un giocatore molto amato dai suoi tifosi. Ben presto il gioco sembra svolgersi diversamente e i diavoli rossi si conquistano un calcio di rigore(57° min). A tirarlo il pallone d’oro Cristiano Ronaldo. Non è stato un gran tiro, ma è servito ad accorciare le distanze: Man – Tott 1-2. Non passa molto tempo, una manciata di minuti e Rooney sigla il pareggio(67° min)! Neppure il tempo di ricomporci sulle sedie che Cristiano Ronaldo fa doppietta con un bel goal, seguito da un giretto in campo a petto nudo(68° min). Il n°10 Rooney non vuole essere da meno e stampa anche lui la doppietta al 71° min. L’atmosfera era assurda: la gente saltava sulle sedie e cantava! Non si poteva non amalgamarsi al tripudio generale! La squadra ai miei occhi era irriconoscibile. Stentavo a credere che fosse quella dei 45 minuti precedenti. Brillante, veloce, mai generosa. Non concedeva spazi, né si è fatta più sfuggire occasioni. Potevi restare a guardare solo a bocca aperta quello spettacolo: lo spettacolo di una squadra che si permette di perdere al primo tempo 2 a zero e poi stravincere dopo, con una semplicità che non sembrava normale, ma solo divina. Su questo 4 a 2, la mia testa, da juventina che sono, è volata a quel 21 aprile del 1999, quando la mia squadra affrontò i Red Devils per la semifinale di Champions League. Comiciò con un 2 a zero della Juventus al “Delle Alpi”, ma alla fine perse 3 a 2 e uscì dalla competizione europea, che neanche a dirlo, fu poi vinta dal Manchester United. Dieci anni dopo, questa squadra concede ancora ai suoi tifosi a queste sorprese molto gradite. Tornando ad aprile 2009: alla fine il Manchester ha chiuso la partita con un 5° goal, quasi sbeffeggiando i rivali. Il pubblico ha lasciato lo stadio raggiante, n
oi abbiamo fatto qualche altra foto e in poco tempo lo stadio si è svuotato. Ricca di questa esperienza, per lo più ,maschile, sono tornata a casa anch’io orgogliosa d’essere stata per un giorno tifosa del Manchester United.

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